Visualizzazione post con etichetta futuro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta futuro. Mostra tutti i post

giovedì 17 marzo 2011

Vizi pubblici e private virtù

L’ultimo G20, svoltosi nel febbraio 2011 a Parigi, è stato incentrato sulla scelta degli indicatori in grado di valutare le politiche economiche degli Stati, allo scopo ridurre gli squilibri che minacciano la crescita e la ripresa economica.

L’Italia, attraverso il ministro Tremonti, ha caldeggiato la scelta di considerare un indicatore per il debito degli Stati che tenga conto della somma del debito pubblico e degli indebitamenti complessivi dei privati. Questo tipo di analisi dovrebbe migliorare la valutazione dell’economia italiana da parte delle agenzie di rating e scongiurare i rischi di default dei conti dello Stato: notoriamente infatti il nostro paese è caratterizzato da un basso livello di indebitamento privato: gli italiani sono un popolo di risparmiatori, molto più di altre nazioni.
Senza entrare nel merito degli aspetti tecnici connessi alla scelta di un indicatore finanziario di questo tipo, è interessante valutare le conseguenze sociali di un approccio di questo genere. Lo Stato italiano ha iniziato da anni una politica di progressivo smantellamento del welfare, il sistema dei servizi pubblici mediante il quale l’individuo può sentirsi davvero parte di una comunità. La progressiva diminuzione delle risorse destinate a scuola, università, trasporti pubblici, sanità, ha provocato una conseguente diminuzione della qualità di questi servizi, spesso anche per uno scarso controllo centrale sulla effettiva produttività delle strutture coinvolte e dei dipendenti che lavorano all’interno di questi enti.
Il welfare funge da strumento in grado di mitigare le differenze economiche tra i singoli ridistribuendo, sotto forma di servizi, delle opportunità per l’accesso alla cultura e alla salute anche a persone che non potrebbero permettersi le stesse possibilità pagandole attraverso strutture private.
Certificare, a livello statale, la sconfitta di un modello sociale in grado di ridistribuire ricchezza significa decretare la fine delle possibilità di ripianare un debito pubblico che di anno in anno continua a crescere, tagliando le ali a qualsiasi progetto in grado di rimettere in moto l’economia.
Inoltre, si ribadisce implicitamente che la politica di questi anni ha incentivato l’accumulo dei risparmi privati (anche mediante l’evasione fiscale e la gestione non trasparente dei conti pubblici).
Intervenire invece prontamente, mediante un progetto di tassazione delle plusvalenze e dei grandi patrimoni, ottenendo capitali freschi da reinvestire nel welfare, nella diminuzione del debito pubblico e negli incentivi alle imprese che producono reale innovazione, rappresenta la vera sfida – economica e sociale – che i nostri governanti dovrebbero essere in grado di affrontare.
Risorse economiche nuove per valorizzare le migliori risorse umane, in un paese sempre più ripiegato su sé stesso e sul proprio particulare, sempre più vecchio, sempre più impaurito.
fonte: www.camminandoscalzi.it

lunedì 7 marzo 2011

Hobby: guardare la tv??

Possiamo anche far finta di niente.. ma è così impossibile.
L’unico modo per sopravvivere è quello di spegnere la televisione (ma serio.)
Ma tutti questi milioni di italiani che affollano i divani e si accalcano davanti ai loro mega impianti dolby per vedersi fiction, tg-fiction e reality-fiction, come fanno?
È possibile che veramente siano interessati a quelle cose che si vedono e si sentono? È possibile che uno Sgarbi faccia alzare l’audience quando dovrebbe nauseare? E non ditemi che è una persona colta, perchè una vera persona colta non fa il pagliaccio in televisione. Ma ho fatto il suo nome perchè tutto sommato, con i suoi tormentoni (capra, culattoni raccomandati) riesce a farsi ricordare per cose dementi e demenziali.
Questo è un argomento trito e ritrito, ma forse è ritrito male.
Ragazzi miei, uomini e donne, amici di maria ma non solo, parliamoci chiaro: è inammissibile che in televisione bazzichino personaggi come Licio Gelli, Moggi, Platinette, Signorini, che parlano osannati dai servetti e dalle servette-starlette di passaggio, passaggio di mano e di macchina verso serate all’insegna della prostiperdizione e della morte delle dignità.
È noioso ed inutile far parlare politici decrepiti e immorali su questioni importanti e fondamentali per il futuro del Paese, politici che passano piu’ tempo alle cene mondane e in tv invece che in Parlamento o in studio a decidere quali possano essere le migliori scelte per il nostro Paese. Politici che fanno ricorso al lifting più che alla lettura e alla cocaina più che al dialogo costruttivo..
Ma mi scoccia anche citarli.
È deleterio che vengano trasmesse pubblicità dove dio (quel famoso dio bianco e buono e giusto che vive in cielo) si fa corrompere per un caffè, dove a qualsiasi cosa (antipulci, succhi di frutta, colla, francobolli e articoli da tabagismo) vengano associate sempre ragazze seminude ed ammiccanti.. il fatto che questo sia il sistema più usato per l’attrazione verso un prodotto la dice lunga sul livello culturale del Paese.
È deprimente scoprire che i migliori programmi sono trasmessi ad orari improbabili, che per mandare certi messaggi bisogna fare programmi incomprensibili ai più tipo blob, che i programmi migliori culturalmente devono essere soggetti sempre a critiche o a stroncature. Mi viene in mente il programma di Baricco di molti anni fa ormai, che si chiamava.. non mi ricordo più, ma giusto perché non se ne è piu’ parlato e non hanno fatto repliche mille anni consecutivi come le isole dei resuscitati e i grandi fratelli di secondo letto.
Pero’ era veramente serio, ma serio.
Allora ecco che interviene la pay-tv dove si puo’ avere tutto, programmi assurdi, documentari inutili, partite di tutto il mondo, approfondimenti su sport mai immaginati pagando ancora.
Ma pagando in che termini?
Il fatto di avere Rai e Mediaset come reti “nazionalpopolari”, a parte il canone, ci sta costando molto:  il futuro dei nostri pargoli e il presente delle nostre pargolette mani, ormai tese ad arraffare soldi e toccare corpi di volontarie donne oggetto.
Ci sta costando l’abbrutimento della nostra personalità, l’aumento dell’aggressività, della competitività fra civili e fra incivili,
l’appiattimento del discorso culturale, la perdita di valori sani a scapito di quelli insani,  la violenza gratuita e l’amore a pagamento.
Ma non voglio dare tutta la colpa alla televisone ed ai suoi autori, alla fine basta saper scegliere. In Italia ultimamente non si può scegliere molto.
Tutto sommato le reti private regionali danno buoni spunti: film di Totò, i gol del Napoli degli anni di Maradona possono bastare come razione quotidiana di tv.
“Tutto il resto è piscio” (cit.)
Il molosso
 Fonte: camminandoscalzi.it